Il setto poroso in vetro borosilicato

setto poroso, disco in vetro sinterizzato

Facciamo un pò di chiarezza su cosa sono i setti porosi in vetro e del perchè si usano.
I dischi porosi filtranti, generalmente indicati col nome di dischi porosi, setti porosi o dischi in vetro sinterizzato, sono fatti unicamente di polvere di vetro agglomerata, risultato di speciali procedimenti. Non contengono leganti e le polveri utilizzate vengono preliminarmente spurgate dei prodotti estranei che avrebbero potuto contenere.
Quelli con forma a disco sono i più diffusi, ma si trovano anche di altre forme, come cilindri, anelli ed altro. Possono essere saldati direttamente a pareti di forme diverse in modo da costituire apparecchiature filtranti appropriate a ciascun uso. ( Colonne per cromatografia, imbuti Buchner, bottiglie Drechsel)
I setti porosi e le apparecchiature filtranti presentano dunque le medesime qualità del vetro che è il loro unico costituente quindi elevata resistenza a tutti i reattivi, eccetto all’acido fluoridrico e agli alcali concentrati e caldi. Le diverse porosità permettono inoltre di adattarsi esattamente alle dimensioni del precipitato oppure alla precisione dell’operazione.

Vantaggi per la filtrazione
Non viene attaccato dai reattivi corrosivi come l’ammoniaca o acido solforico concentrato che distrugge i comuni filtri di carta.
Una porosità uniforme ed accuratamente controllata, assicura dei risultati d’analisi riproducibili.
Permette in ogni momento dell’operazione una visibilità completa.
Può essere assiccato rapidamente e comodamente ed ottenere un peso costante a 110 °C.
Lo si pulisce e lo si prepara rapidamente per un nuovo impiego.
Non subisce alcun deterioramento, può essere usato infinite volte.

Vantaggi per il trattamento dei gas
Resiste ai gas umidi e corrosivi.
La dispersione uniforme delle bolle di gas assicura un contatto costante e regolare tra le fasi liquida e gassosa.
Permette una visibilità tale da controllare la portata del flusso gassoso.
Separa la corrente di gas dai materiali contenuti.
Una grande velocità di passaggio del gas è possibile anche con una pressione relativamente debole.
Una debole contro-pressione è sufficiente al passaggio del gas, questo vale anche per le grosse porosità.

Prorosità
I dischi porosi sono fabbricati a partire da polveri di granulometria variabile, scelte in modo da lasciare, tra i grani, degli interspazi chiamati pori, di dimensioni convenienti.
Causa la forma irregolare di questi pori, la porosità di un disco è caratterizzata dal diametro di un canale di sezione circolare, equivalente al poro più grosso, cioè il più permeabile del disco.
Normalmente le porosità sono classificate in 7 categorie, corrispondenti a tutti i casi di utilizzazione.

Porosità 00 (P 500) range 250  500 um.
Filtrazione di grosse particelle. Supporto per altro materiale filtrante.
(Questa porosità è scarsamente richiesta, è stata inserita solo per chiarezza)

Porosità 0 (P 250) range 160  250 um. Identificata come P0 o G0
Filtrazione grossolane. Supporto per altro materiale filtrante.

Porosità 1 (P 160) range 100  160 um. Identificata come P1 o G1
Filtrazione di precipitati grossolani o gelatinosi.
Filtrazione grossolana dei gas. Distribuzione e lavaggio dei gas nei liquidi
Estrazione su materiali di grossa granulatura. Supporto per altri materiali fintranti.

Porosità 2 (P 100) range 40  100 um. Identificata come P2 o G2
Preparazione di precipitati medi o cristallini. Per lavaggio dei gas.

Porosità 3 (P 40) range 16  40 um. Identificata come P3 o G3
Preparazione di precipitati fini. Lavori di analisi su precipitati medi.
Filtrazione fine dei gas. Dispersione minuta dei gas nei liquidi. Filtrazione del mercurio. Estrazione su materiali a granulatura fine.

Porosità 4 (P 16) range 10  16 um. Identificata come P4 o G4
Preparazione di precipitati molto fini. Lavori di analisi su precipitati fini.

Porosità 5 (P 1.6) range 1  1,6 um. Identificata come P5 o G5
Filtrazione batteriologica.

Utilizzazione
Un filtro nuovo prima di essere utilizzato per la prima volta deve essere lavato con acido cloridrico e quindi deve essere risciacquato più volte con acqua distillata.
Questo trattamento permette di eliminare eventuali particelle o tracce di polvere.

Pressione di utilizzazione
I setti porosi e gli articoli con setto poroso sono previsti principalmente per filtrazioni sotto vuoto o per correnti di gas a pressioni relativamente basse.
Nel caso sia necessario lavorarre sotto pressione, la differenza tra la pressione a monte e quella a valle non dovrà essere superiore ad 1 atm.

Limite di temperatura
Gli articoli con setto poroso non resistono altrettanto bene dei normali articoli da laboratorio agli choc termici. Ci  si spiega con la non perfetta uniformità della struttura dovuta sia alla saldatura sia agli angoli vivi che si formano tra il setto poroso e le pareti in vetro che lo trattengono.
In conseguenza di ciò questi articoli non debbono essere sottoposti ad eccessive variazioni di temperatura ne tantomeno a contatto con fiamme dirette.
Si raccomanda di porre i crogioli filtranti in essiccatori phe possano arrivare alla temperatura di 150°C. Tuttavia per avere una pesata costante si riscalda generalmente sino a 110°C. Il materiale poroso può essere tranquillamente riscaldato in un forno sino alla temperatura di 500°C a condizione però che il ciclo di riscaldamento  e di raffreddamento si svolga con prograssività. I riscaldamenti a temperature supeiori ai 500°C devono essere evitati.

Pulizia
Si raccomanda di pulire accuratamente tutti gli apparecchi con setto poroso immediatamente dopo averlo usati. In questo modo la pulizia  più facile e richiede poco tempo e poco prodotto, ed inoltre garantisce un sicuro uso la volta successiva. I filtri saranno così pronti ad essere utilizzati in ogni momento.
Molti precipitati possono essere asportati mediante semplice risciacquo facendo passare una corrente d’acqua, ad una pressionemoderata, in senso inverso a quello di filtrazione.
I setti di porosità fine (a partire da 3) che rischierebbero di rompersi sotto l’effetto della pressione, possono essere lavati gettando od aspirando acqua mediante una pompa.
Per i setti di porosità 5 il risciacquo finale sarà fatto mediante acetone oppure alcool-etilico. Quando i filtri sono pieni di polvere (filtrazione di gas) posso essere lavati mediante una soluzione detergente calda.

 

Per approfondimenti potete visitare il sito della Robuglas, che oltre ad essere il nostro fornitore di setti porosi, è anche uno dei maggiori produttori a livello mondiale.

Vetreria da laboratorio, cura e manutenzione

Se trattata con la giusta cura, la vetreria da laboratorio a marchio Pyrex o Duran farà un lungo e soddisfacente servizio. Per ottenere la massima durata ed il massimo delle prestazioni è essenziale una manipolazione corretta. I seguenti accorgimenti serviranno come guida ai nuovi utenti e come promemoria agli utenti esperti.

Controllo

Prima di iniziare ad usare un qualsiasi vetro da laboratorio, è consigliabile esaminarlo attentamente ed assicurarsi che esso sia in ottime condizioni. Non usare vetreria rotta, graffiata, frammentata o che presenti delle incisioni sopra. Difetti come questi possono seriamente indebolire il vetro e farlo rompere mentre lo si sta utilizzando.

Smaltimento

La vetreria danneggiata o difettosa deve essere riposta in recipienti di sicurezza resistenti alle perforazioni e ben etichettati per poi essere smaltita da apposite aziende specializzate nel trattamento dei rifiuti.

Precauzioni generali

Dopo il riempimento, per evitare rotture accidentali, non sollevare o trasportare fiasche, palloni, bottiglie e beute tenendole per il collo. Sostenerle per la base o dai lati.

Non forzare mai i tappi in gomma nel collo dei contenitori in vetro. Accertarsi di scegliere le misure corrette.

Lubrificare i porta gomma in vetro prima di collegarli ad un qualunque tubo in gomma.

Quando si mescolano soluzioni in contenitori in vetro quali bicchieri, beute e palloni, per evitare graffi e indebolimenti superficiali, si consiglia di adoperare bacchette in vetro con estremità arrotondata oppure fatte in altro materiale meno rigido tipo PE, PP, PTFE.

Sebbene il vetro borosilicato marcato Pyrex o Duran sia altamente resistente alla maggior parte degli acidi presenti in laboratorio, l’utilizzo di acido fluoridrico, acido fosforico a caldo e basi forti DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE EVITATO perchè può causarne la corrosione.

Non mischiare acido solforico con acqua all’interno dei cilindri graduati. La reazione potrebbe causare la rottura della giunzione alla base del cilindro.

Pulizia

La vetreria da laboratorio deve essere pulita prima* e immediatamente dopo l’uso, al fine di evitare il deposito di residui nel suo interno. Utilizzare dei detergenti appositi, biodegradabili ed esenti da fosfati. Per evitare graffi e indebolimenti superficiali, non utilizzare spazzolini deteriorati.

*in caso di presenza di polvere o altro tipo di sedimenti.

Riscaldamento / raffreddamento

La temperatura massima alla quale può essere sottoposte la vetreria da laboratorio a marchio Pyrex o Duran è di 500°C. ( per tempi molto brevi). Comunque, una volta superati i 150°C, l’aumento o la diminuzione della temperatura dovrà essere eseguito in modo lento ed uniforme.

Attuare un riscaldamento graduale e dolce sui recipienti in vetro, così da evitare uno sbalzo termico troppo repentino. Come per il processo di riscaldamento, anche quello di raffreddamento deve essere graduale e fatto in zone al riparo da possibili correnti di aria troppo fredde.

Per il riscaldamento su piastra, accertarsi che le dimensioni della base riscaldante siano sempre superiori rispetto al fondo del contenitore in vetro. Per evitare rotture, non poggiare mai un contenitore in vetro freddo su una piastra riscaldante già calda.

Per il riscaldamento su becco bunsen, regolare la fiamma in modo leggero ed utilizzare sempre una reticella spargi fiamma per distribuire meglio il calore.

Il vetro Pyrex / Duran può essere utilizzato con le microonde, verificare la compatibilità di eventuali accessori quali tappi in plastica o altro materiale.

Le bottiglie in vetro con collo a vite GL o SVL possono essere sottoposte a cicli di sterilizzazione in autoclave a 121°C o 134°C. Il tappo di queste deve essere sempre allentato per evitare rotture dovute a pressione.

Preparazione di terreni

Fare molta attenzione quando si riscaldano liquidi ad alta viscosità. Questi liquidi potrebbero fungere da isolanti termici, provocare la formazione di zone più calde o addirittura provocare la rottura termica della vetreria. Da tenere in particolare considerazione durante la preparazione di soluzioni di terreni in quanto la viscosità aumenta durante la preparazione.

Controllare regolarmente l’agitazione al fine di assicurarsi che questa venga fatta costantemente nella maniera corretta.

Riscaldare il contenitore gradualmente, evitando repentine salite di temperatura all’ebollizione.

Non utilizzare contenitori con pareti a forte spessore come bottiglie di capacità di 5 litri o superiore.

Vuoto e uso della pressione

L’impiego di pressioni all’interno di apparati in vetro è particolarmente pericoloso e dovrebbe essere evitato se possibile. Elenchiamo una serie di precauzioni alle quali fare sempre riferimento:

  • Utilizzare sempre uno schermo di sicurezza oppure una gabbia protettiva.
  • Non utilizzare mai vetreria danneggiata.
  • Non utilizzare mai vetreria con pareti troppo sottili.
  • Non sottoporre mai la vetreria da laboratorio a cambi improvvisi di pressioni.

Raccordi in vetro smerigliato

Lubrificare la superficie interna del raccordo per prevenire perdite o fuoriuscite durante l’uso e per facilitare la successiva separazione del giunto. Usare un grasso da laboratorio esente da silicone ed applicare uno strato leggero tutto intorno alla parte superiore del giunto. In alternativa, considerare la guaine in PTFE che possono essere adattate a applicate tra la parte conica e la sua sede.

In caso di coni bloccati prendere le seguenti precauzioni:

  • Indossare guanti spessi e lenti protettive. Non forzare.
  • Molto attentamente e cautamente cercare di tirare fuori il cono dalla sua cavità per effettuare la separazione.
  • Se il giunto è asciutto, lubrificarlo con dell’olio apposito nella parte superiore. Attendere il tempo necessario che l’olio sia entrato nel giunto prima di provare a separarlo.
  • Se nel raccordo in vetro non sono presenti sostanze volatili, allora si potrà provare a sbloccarlo utilizzando acqua calda di rubinetto. Mantenere il pezzo sotto l’acqua per qualche minuto prima di provare a separalo.

Dischi in vetro sinterizzato

La vetreria da laboratorio composta da dischi in vetro sinterizzato, noti anche con il nome di setti porosi, vedi le colonne per cromatografia e gli imbuti Buchner, devono essere lavati prima dell’uso in modo da rimuovere eventuali particelle di polvere. Per il lavaggio utilizzare acido cloridrico diluito con successivo risciacquo con acqua. Assicurarsi che la porosità dei dischi sia compatibile al tipo di applicazione. Filtri con porosità 0 possono essere utilizzati per la filtrazione di materiale grossolano o come supporto per altri materiali filtranti. Con l’innalzarli dei livelli di porosità si avrà la filtrazione di prodotti sempre più sottili. Questa vetreria non deve mai essere sottoposta a pressioni superiori ad 1 bar (100kN/m). La vetreria da laboratorio con componenti in vetro sinterizzato presenta una resistenza termica molto inferiore rispetto ai normali vetri in borosilicato pertanto il riscaldamento ed il raffreddamento devono essere eseguiti in modo molto graduale.

Vetreria graduata e tarata

La vetreria graduata e tarata deve essere sempre tenuta pulita in maniera scrupolosa. Lo sporco, soprattutto il grasso, potrebbe distorcere la forma del menisco (superficie del liquido) ed inoltre provocare l’adesione di goccioline di liquido alle pareti. Questi fattori possono ridurre l’accuratezza della lettura. Per la pulizia si consiglia di adoperare acqua distillata. Questa vetreria può essere sottoposta a cicli in autoclave a 121°C e in lavavetreria senza comprometterne la sicurezza. Non usare mai le pipette aspirando direttamente con la bocca. Usare sempre aspiratori dedicati. La lettura del volume nella vetreria tarata e graduata , deve essere fatta mantenendo il prodotto in posizione verticale ed il menisco deve trovarsi a livello degli occhi dell’operatore al fine di evitare errori di parallasse. Prima di utilizzare sostanze particolarmente corrosive, verificare la compatibilità del vetro con tali sostanze. Vetri volumetrici danneggiati o graffiati non devo essere utilizzati.

Note conclusive

Le informazioni sopra riportate, sono state estrapolate dei manuali e cataloghi delle case produttrici. Il corretto uso dei materiali in vetro è direttamente proporzionale al buonsenso e alla conoscenza specifica del prodotto da parte degli utilizzatori.

Come imballiamo e spediamo la vetreria di nostra produzione

Salve a tutti
Oggi voglio parlarvi di un argomento per noi molto importante, data la fragilità dei
prodotti che realizziamo, ovvero l’imballaggio della vetreria.

Sicuramente in molti saranno titubanti ad acquistare la vetreria da laboratorio in Internet, principalmente per la paura di ricevere gli oggetti in frantumi anzichè integri.

Questo è vero, ma, se vengono prese le giuste precauzioni operando nel migliore dei modi, tale rischio scende sensibilmente. Questo è appunto quello che cerchiamo di fare noi della Spaziani, cioè imballare con la massima cura ed attenzione tutti i nostri prodotti, adoperando solo elementi di riempimento adeguati e scatole resistenti, con bene in evidenza le dovute segnalazioni di fragile ed attenzione.
..PROVARE PER CREDERE..spaziani store

Sotto sono riportate le foto dei vari passaggi relativi alla preparazione di una spedizione fatta da noi, dall?inizio alla fine.

Per ultimo, e non per importanza, anche il modus operandi del corriere fa la differenza, proprio per questo motivo, affidiamo i nostri colli solo a trasportatori efficienti e soprattutto affidabili alle nostre e vostre esigenze.

Vi invito a leggere le recensioni su TrustPilot rilasciate dai Clienti che hanno già acquistato sul nostro sito web SpazianiStore.it

Un saluto a voi tutti

Francesca

assieme vetreria parzialmente imballatavetreria da laboratorio posizionata sulla carta da imballo

prima fase di imballaggio della vetreria da laboratorioseconda fase di imballaggio della vetreria da laboratorio

preparazione fondo scatola di imballaggio vetreria da laboratorioposizionamento scatola interna nella scatola da imballaggio vetreria da laboratorio

riempimento finale scatola imballaggio vetreria da laboratoriochiusura scatola imballaggio vetreria da laboratorio

utlimi controlli e chiusura definitiva scatola per imballaggio vetreria da laboratoriocollo vetreria da laboratorio ultimato e pronto per essere affidato al corriere